
“Mia figlia quest’anno ha cominciato le elementari e nella sua classe ci sono solo 7 bambini italiani…un disastro! Sarà impossibile per le maestre seguire il programma…sto pensando di trasferirla in un altro istituto”
Tempo fa, fuori da una scuola, ho sentito queste parole ho pensato a quanto possono essere differenti i punti di vista, la mentalità, i valori e le priorità di ognuno di noi.
Avrei voluto dire a quella mamma, e alle altre che facevano capannello intorno a lei con cenni di approvazione, che guardando da una diversa prospettiva, la figlia aveva una gran fortuna: l’opportunità di conoscere altri popoli senza spostarsi da casa sua, di vivere quotidianamente un ambiente multiculturale che le avrebbe allargato le prospettive, si sarebbe sentita una cittadina del mondo.
Che la scuola di oggi è fatta anche di maestre che si impegnano ogni giorno per portare avanti il programma, e che allo stesso tempo costruiscono una piccola comunità di bambini che convivono rispettandosi , che insegnano che diverso non vuol dire peggiore, ma, al contrario, può essere un valore aggiunto.
Ho pensato a cosa potessi fare per manifestare il mio dissenso verso questi attegiamenti di chiusura nei confronti di tutto quello che non corrisponde a canoni prestabiliti, che sia una lingua, una religione o il colore della pelle.
Mi sono resa conto che io per prima sono stata dentro i confini di quello che mi circonda quotidianamente, e ho deciso che tanto per cominciare dovevo smettere di disegnare personaggi con la pelle rosa, ma dare il giusto spazio a tutti i bambini del mondo, di tutti i colori del mondo.
Ed ecco che tra le mie illustrazioni sono arrivati Momo e Aysha, che vengono da una terra lontana e non vedono l’ora di farsi tanti nuovi amici.
Saranno i protagonisti di una linea di oggettistica per la cameretta e li ritroverai spesso nelle mie creazioni, perchè forse per far diventare “normale” quello che oggi ancora reputiamo “diverso” abbiamo semplicemente bisogno di conviverci un pò di più;
se nei libri, nei cartoni animati, nei giocattoli, ci fossero più colori e più culture, per i nostri bambini (e di conseguenza per i genitori) non ci sarebbe niente di strano ad avere un compagno con la pelle più chiara o più scura, che non festeggia il Natale e magari neanche il capodanno perchè per lui cade in una data diversa, e che quando torna a casa da scuola a tavola non trova un piatto di spaghetti ma una pietanza esotica e speziata.
se nei libri, nei cartoni animati, nei giocattoli, ci fossero più colori e più culture, per i nostri bambini (e di conseguenza per i genitori) non ci sarebbe niente di strano ad avere un compagno con la pelle più chiara o più scura, che non festeggia il Natale e magari neanche il capodanno perchè per lui cade in una data diversa, e che quando torna a casa da scuola a tavola non trova un piatto di spaghetti ma una pietanza esotica e speziata.
Momo e Aysha sono la risposta che avrei voluto dare quel giorno a quella mamma, e soprattutto il mio augurio per la sua bambina di crescere curiosa e aperta verso gli altri popoli, le altre culture, e di viaggiare in lungo e in largo per questo nostro meraviglioso mondo.
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