Un progetto illustrato nato da storie vere per parlare di inclusione ai bambini

Il Manifesto dell’Inclusione
Un progetto illustrato nato da una storia vera
Il Manifesto dell’Inclusione racchiude i valori della Bottega della Strega, studio di illustrazione per l’infanzia.
È il primo contenuto gratuito che apre la mia biblioteca gratuita di attività creative gentili, uno spazio pensato per genitori, educatori e professionisti dell’infanzia che credono in un mondo in cui nessuno si senta escluso o sbagliato perché diverso.
Credo profondamente che bambini e bambine abbiano diritto a un’infanzia colorata, accogliente e rispettosa,
e che l’educazione all’inclusione possa passare anche da strumenti semplici, intuitivi, capaci di parlare a tutti.
Un manifesto da stampare, appendere, condividere
Il Manifesto dell’Inclusione nasce dal mio incontro con Elisa e dalla sua storia, raccontata dalla mamma Rebecca Albarani sul profilo Instagram @_mammasingle_ely_pio.
Elisa ha un talento incredibile nel disegno, una personalità decisa e una sensibilità rara.
Convive con la neurofibromatosi e l’ADHD .
Abbiamo creato il Manifesto dell’Inclusione con un progetto ambizioso: vederlo appeso in più luoghi possibili:
sulle porte delle aule scolastiche,
nelle scuole di danza, nei campi estivi,
nelle sale d’attesa dei pediatri,
negli studi e negli spazi dedicati ai bambini.
Perché ogni luogo può diventare un luogo accogliente.
Un manifesto fatto di immagini e parole semplici

Il messaggio del Manifesto dell’Inclusione è veicolato attraverso
le mie illustrazioni, accompagnate da frasi brevi e accessibili,
pensate per arrivare in modo diretto all’immaginario dei bambini.
Ogni tavola nasce da episodi reali della quotidianità,
perché credo che siano proprio le storie vere
a lasciare i segni più profondi.
I personaggi della Bottega della Strega affiancano Elisa
in scene di vita quotidiana, trasformando esperienze reali
in occasioni di dialogo, empatia e comprensione.
Le storie da cui nasce il Manifesto dell’Inclusione
Ognuno è unico e speciale

La disabilità e le differenze ci aiutano ad avere nuovi punti di vista.
È un’immagine che racconta l’unicità di ogni persona
e ci ricorda che le differenze non sono un limite,
ma un’opportunità per guardare il mondo con occhi nuovi.
Conoscere aiuta a non avere paura

Ciò che non conosciamo a volte ci spaventa,
ma non bisogna aver paura di chiedere per capire abitudini o comportamenti diversi.
In questa scena Elisa spiega qualcosa a una bambina e a un gatto curioso.
Un episodio quotidiano diventa così un messaggio chiaro:
fare domande è un gesto di rispetto
e il primo passo verso l’inclusione.
Ciascuno a suo modo e con i suoi tempi

Nel contesto giusto, ognuno può esprimere il proprio talento e coltivare le sue passioni.
L’illustrazione è ambientata in una scuola di danza,
con Elisa insieme a Dino e Raffa.
È ispirata a un’esperienza reale:
prima di trovare una maestra capace di accoglierla,
Elisa ha dovuto attraversare più scuole.
Un promemoria importante per adulti ed educatori:
il talento ha bisogno di spazio, tempo e accoglienza.
Nessuno deve sentirsi escluso

L’illustrazione che ritrae Elisa a una festa di compleanno,
insieme a un amico e ai miei personaggi, attorno a una torta, nasce da una situazione che si verifica spesso: bambini e bambine che vengono considerati “diversi” e non vengono invitati alle feste.
Questa tavola diventa così un invito forte e delicato
a creare spazi in cui tutti possano sentirsi parte del gruppo.
Un messaggio che ci riguarda tutti
Ricordiamo che rispetto e gentilezza sono fondamentali per stare insieme.
Con un bel sorriso non si sbaglia mai.
La frase che chiude il Manifesto è semplice,
ma racchiude il cuore di tutto il progetto:
l’inclusione nasce da piccoli gesti quotidiani.
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